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21 marzo 2019Silvia Pagliuca

Green building, gli edifici ora rigenerano l'ambiente

Esperti da tutto il mondo a NOI Techpark. «Le costruzioni responsabili del 40% delle emissioni di CO2 nell'aria»

Ribaltare la prospettiva: da un paradigma negativo a uno positivo, per fare, davvero, del bene all’ambiente, senza limitarsi a ridurre i danni provocati. Con questo obiettivo, oltre 100 persone tra professionisti e studenti hanno partecipato alla settimana di eventi di Restore (REthinking Sustainability TOwards a Regenerative Economy), il progetto voluto dall’Unione Europea nell’ambito del programma intergovernativo Cost (Cooperazione Europea in Scienza e Tecnologia), coordinato da Eurac Research e ospitato a NOI Techpark di Bolzano dall’11 al 15 marzo 2019. 

«Gli edifici sono responsabili quasi del 40% della CO2 emessa nell’aria»

Cinque giorni durante i quali i partecipanti, provenienti da diverse aree professionali (architettura, ingegneria, biologia, design, geografia, economia, per citarne solo alcune) si sono confrontati sull’impatto che l’edilizia ha sull’ambiente. «Gli edifici sono responsabili quasi del 40% della CO2 emessa nell’aria, consumano energia, elettricità, acqua e generano una grande quantità di rifiuti. Per questo, durante la settimana di Restore ci siamo chiesti in che modo possiamo concretamente ridurre l’impatto ambientale delle costruzioni raggiungendo, al tempo stesso, i 17 obiettivi di sostenibilità (SDG) indicati dalle Nazioni Unite» - spiega Carlo Battisti, chair di Restore per conto di Eurac Research.

La Restore mid-term (un)conference sugli Sustainable Development Goals dell'ONU

Gli SDG dell’ONU, infatti, sono stati al centro della mid-term (un)conference tenutasi durante la settimana di lavori. Un appuntamento così chiamato perché meno formale rispetto a una classica conferenza, al fine di favorire uno scambio più diretto tra i partecipanti. Durante la giornata, i partecipanti sono stati divisi in 17 gruppi e a ogni gruppo è stato chiesto di riflettere su un particolare obiettivo di sviluppo sostenibile. Obiettivo che per l’occasione è stato rappresentato dal pezzo di un puzzle. Dall’inclusione sociale alla riduzione del consumo di acqua, dall’educazione all’uguaglianza di genere: i partecipanti hanno restituito con dei brevi talk le loro riflessioni su ogni tematica, componendo alla fine della giornata un puzzle, simbolo dei valori di Restore e, più in generale, espressione di un impegno concreto verso l’ambiente e la società. 

 «Il benessere dell’uomo e dell’ambiente in cui vive è determinato da una pluralità di fattori»

«Costruendo edifici che producono più energia di quanta ne consumino stiamo già facendo un importante passo avanti, ma non basta. Dobbiamo comprendere che il benessere dell’uomo e dell’ambiente in cui vive è determinato da una pluralità di fattori. Per questo – conferma Roberto Lollini, responsabile scientifico del progetto e leader del gruppo di lavoro sulle tecnologie – abbiamo ampliato il nostro raggio d’azione. Abbiamo compreso che un edificio efficiente ha bisogno di essere progettato e costruito non solo con il contributo di ingegneri, designer e architetti, ma anche di medici, biologi, fisiologi, scienziati cognitivi, ecologisti. La prospettiva è dunque quella di una cross-contamination orientata alla definizione di un nuovo paradigma del costruire».

«NOI Techpark rappresenta un modo di pensare e di essere davvero sostenibile»

Un edificio rigenerativo, infatti, non solo ripristina, ma arricchisce anche l'ambiente naturale che lo circonda migliorando la qualità della vita di chi lo abita. Il passaggio dalla teoria alla pratica, in questo contesto, diventa quindi fondamentale, come compreso dai 24 partecipanti alla Training School di Restore arrivati a Bolzano da ogni parte del mondo – tra gli altri da Israele, Italia, Germania, Svezia, Francia, Polonia, Serbia, Romania – per approfondire la tematica del “Regenerative construction and operation”.«Abbiamo lavorato su quattro aree, procurement, construction, operation e future life mettendo a confronto esperienze diverse e portando i partecipanti a osservare da vicino due best practice: il nuovo edificio di Markas e il NOI Techpark» - chiarisce Giulia Peretti, direttore scientifico della Training School. «NOI Techpark – evidenzia Peretti – rappresenta perfettamente i valori che intendiamo perseguire con questo nuovo modo di costruire. È un edificio nato da un recupero industriale, in cui sono stati utilizzati materiali innovativi, con un facility management molto efficiente e avanzato. Un luogo che favorisce l’incontro tra discipline diverse e che rappresenta un modo di pensare e di essere davvero sostenibile».

(foto: MediaLab)

E la conferma arriva proprio da una delle partecipanti alla Training School: Louise Hamot, giovane ingegnere francese specializzata in progettazione rigenerativa. «È stato molto emozionante partecipare alla Training School e alla un-conference. Si è creato fin dal primo momento uno scambio molto efficace con gli altri partecipanti e la realtà che ci ha ospitati mi ha affascinata moltissimo. Credo sia una grande fortuna – afferma Louise – poter vivere a lavorare in un ambiente stimolante e al tempo stesso accogliente come NOI Techpark, in cui è evidente che è la natura, con le sue bellissime montagne, a ispirare un’innovazione sostenibile».

Così, mentre venerdì 15 marzo più di 200 mila giovani sfilavano nelle principali città d’Italia per far sentire la loro voce contro il climate change, sull’esempio dell’attivista svedese Greta Thunberg, a Bolzano si tiravano le fila di quanto realizzato dal programma Restore con la riunione dei membri del Comitato di Gestione del progetto provenienti da 40 nazioni. «Siamo arrivati a metà di un programma dalle grandi potenzialità e siamo determinati a fare ancora meglio. La settimana di appuntamenti organizzata a Bolzano – conclude Battisti - ha dimostrato quanto sia importante integrare le competenze per creare un sapere condiviso che ci consentirà di affrontare la questione ambientale in maniera sempre più efficace per un futuro davvero rigenerativo». 

Scheda

L'esempio di NOI Techpark

L’intero area del parco tecnologico di Bolzano è certificata LEED Gold, garantendo così la sostenibilità dell’intero progetto dal punto di vista ambientale. L’impianto fotovoltaico del Black Monolith nel corso del 2018 ha prodotto quasi 200.000 kWh di corrente elettrica, la quantità che una famiglia con 4 persone consuma in oltre 70 anni.